{"id":132,"date":"2021-02-09T00:37:18","date_gmt":"2021-02-08T23:37:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.triciclosidicino.it\/?page_id=132"},"modified":"2021-05-07T20:51:51","modified_gmt":"2021-05-07T18:51:51","slug":"il-territorio","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.iltriciclosidicino.it\/index.php\/il-territorio\/","title":{"rendered":"Il Territorio"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; fullwidth=&#8221;on&#8221; _builder_version=&#8221;4.7.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; background_enable_image=&#8221;off&#8221; custom_margin=&#8221;||||false|false&#8221; custom_padding=&#8221;||||false|false&#8221;][et_pb_fullwidth_header title=&#8221;IL TERRITORIO&#8221; text_orientation=&#8221;center&#8221; _builder_version=&#8221;4.7.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; background_enable_color=&#8221;off&#8221; background_image=&#8221;https:\/\/iltriciclosidicino.it\/\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Teatro-romano.jpg&#8221; custom_margin=&#8221;||||false|false&#8221; custom_padding=&#8221;250px||||false|false&#8221; border_radii=&#8221;on|1px|1px|1px|1px&#8221; border_width_all=&#8221;1px&#8221;][\/et_pb_fullwidth_header][\/et_pb_section][et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.7.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221;][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.7.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.7.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.7.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; animation_style=&#8221;slide&#8221; animation_direction=&#8221;bottom&#8221;]<\/p>\n<p>La Citt\u00e0 di Teano affonda le proprie radici in un passato ricco di storia e cultura quale capitale del popolo dei Sidicini, le cui importanti tracce sono presenti sul nostro territorio caratterizzato da una variet\u00e0 di paesaggi, boschi e ruscelli che ne fanno un unicum nell\u2019ambito naturalistico nazionale. Il territorio sidicino, prevalentemente collinare, si sviluppa sulle pendici del massiccio vulcanico di Roccamonfina, il pi\u00f9 antico vulcano della Campania e quarto vulcano italiano per superficie, nel territorio compreso tra la valle del fiume Savone e quella del torrente Rio Messera, ed \u00e8 compreso nel parco regionale di Roccamonfina-Foce Garigliano, istituito nel 1999.<br \/>Il territorio era gi\u00e0 frequentato in epoca protostorica e la citt\u00e0 venne fondata nel IV secolo a.C. come capitale dal popolo italico dei Sidicini, ed a quest\u2019epoca sono attribuiti i resti tuttora esistenti delle mura pre-romane visibili nella cinta della citt\u00e0. La citt\u00e0 era situata in posizione strategica sulla via Latina (odierna Via Casilina), tra Suessa e Cales e divenne un importante centro commerciale.<br \/>Nel 340 a.C. i Sidicini si allearono con i Latini e i Campani nella guerra latina contro Roma. Successivamente alla guerra e alla conquista romana, Teano divenne municipio romano (Teanum Sidicinum) con propria monetazione e ottenne lo stato di colonia sotto l\u2019Imperatore Augusto. Conobbe un periodo di grande splendore, tanto che in epoca augustea divenne la maggiore citt\u00e0 della parte interna della Campania dopo Capua, raggiungendo al culmine del suo sviluppo una popolazione di circa 50.000 abitanti. In questo periodo, di grande sviluppo urbanistico, si estese dalla sommit\u00e0 del colle verso la pianura, e si arricch\u00ec di edifici pubblici (un circo, un anfiteatro, un foro, un teatro, templi e strutture termali).<br \/>I resti dell\u2019importante anfiteatro, uno dei pi\u00f9 grandi nella sua tipologia, sono tuttora visibili e visitabili unitamente al Museo Archeologico di Teanum Sidicinum. Il Museo Archeologico contiene una eccezionale collezione di reperti di varie epoche e provenienti dal territorio afferente all\u2019antica Teanum Sidicinum, in un bellissimo contesto architettonico curato dall\u2019Archistar Sergio Piano. Una visita a queste due attrazioni vale da sola ad intraprendere un viaggio o un\u2019escursione a Teano, sia in bici per i bellissimi sentieri, che perdendosi a piedi per le viuzze di un Centro Storico pieno di sorprese.<br \/>Teano \u00e8 sede Episcopale e gi\u00e0 nel IX secolo vi si trovavano tre monasteri benedettini. Nel monastero di San Benedetto si rifugiarono temporaneamente i monaci dell\u2019abbazia di Montecassino, in seguito alla distruzione della loro sede (22 ottobre 883) e all\u2019uccisione dell\u2019abate Bertario per mano dei Saraceni. I monaci portarono con loro parte del tesoro abbaziale e l\u2019originale della regola scritta dal fondatore e per circa 30 anni rimasero a Teano, finch\u00e9 un incendio distrusse il monastero e la regola. Ma Teano \u00e8 anche conosciuta in tutta Italia per il famoso \u201cIncontro\u201d! Secondo la tradizione, infatti, a Teano si sarebbe svolto, presso il ponte San Nicola, nella frazione di Borgonuovo, lo storico incontro tra Giuseppe Garibaldi e Vittorio Emanuele II, tramandato con il nome di &#8220;incontro di Teano&#8221;.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.7.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; animation_style=&#8221;slide&#8221; animation_direction=&#8221;bottom&#8221;]<\/p>\n<h3>PICCOLA GUIDA PER CHI VUOLE CONOSCERE TEANO<\/h3>\n<p>La Citt\u00e0 di Teano \u00e8 posta alle falde del massiccio vulcanico di Roccamonfina, il pi\u00f9 antico della Campania. Fondata nel IV sec. a. C., come centro urbano, dalla popolazione italica dei Sidicini. Fin dai tempi antichi, era coinvolta nei traffici tra l\u2019Etruria e le colonie greche della costa campana. In epoca romana, raggiunse il massimo sviluppo grazie alla sua posizione strategica dovuta all\u2019intersecarsi della Via Latina ( attuale Casilina) con la Via Appia. Ma gi\u00e0 da epoca precedente la fondazione della Citt\u00e0, la popolazione viveva in villaggi sparsi nel territorio (localit\u00e0 Torricelle, Carrano, Settequerce, S. Giulianeta), ed aveva nei grandi santuari come quelli in localit\u00e0 Loreto e fondo Ruozzo, i propri centri di aggregazione religiosa, politica ed economica. Attualmente, l\u2019antico perimetro urbano, \u00e8 interamente individuabile grazie ai resti della fortificazione, alla presenza delle aree di necropoli (in localit\u00e0 Gradavola, Campofaio, Orto Ceraso), ed alla conformazione stessa dei luoghi, soprattutto lungo il corso del fiume Savone. Per il geografo Strabone, vissuto in et\u00e0 augustea, la capitale dei Sidicini era la maggiore Citt\u00e0 della parte interna della Campania dopo Capua. L\u2019antica Teanum Sidicinum, ebbe un ruolo fondamentale nel conflitto tra Roma ed i Sanniti, per il controllo delle fertili pianure campane. Come \u00e8 noto, lo scontro si risolse con la vittoria romana. In seguito, con Roma instaur\u00f2 dei rapporti di alleanza, ma pot\u00e8 conservare la propria autonomia politica ed economica, ben documentata dagli elementi della sua cultura materiale: le emissioni monetali, la cospicua produzione fittile, sia di elementi architettonici che di ceramica fine da mensa (per la quale si serv\u00ec anche di artigiani dalla Magna Grecia) e la produzione scultorea, che nei rilievi funerari riesce a raggiungere risultati di spicco nella cultura artistica italica. Tra il II e il I sec. a.C. la Citt\u00e0 venne ampliata notevolmente, in particolare furono costruiti gli edifici da spettacolo (teatro e anfiteatro), che la posero all\u2019avanguardia nell\u2019area campano-laziale. Teanum ebbe lo stato di colonia sotto Ottaviano Augusto, e in et\u00e0 imperiale continu\u00f2 a godere di straordinaria fortuna. In epoca longobarda l\u2019abitato si restrinse all\u2019antica arce sidicina, per ampliarsi all\u2019attuale centro storico nel XI-XII secolo, con la costruzione di un complesso sistema di difesa composto da castello e cinta muraria.<br \/>Centro importante del monachesimo benedettino, a Teano ripararono nell\u2019ottobre dell\u2019883 i frati di Montecassino, in fuga dal loro cenobio distrutto dai Saraceni. E fu proprio a Teano che trov\u00f2 la sua fine tra le fiamme il prezioso manoscritto della \u201cRegula monachorum\u201d, redatto dalla mano di San Benedetto.<br \/>Nel XVI secolo visse e mor\u00ec a Teano \u2013 e il suo corpo riposa nella Chiesa dell\u2019Annunziata \u2013 uno dei pi\u00f9 importanti poeti di quel secolo, il petrarchista Luigi Tansillo, amato e celebrato da grandi scrittori coevi, quali il Tasso e il Cervantes.<br \/>Nell\u2019immaginario collettivo Teano \u00e8 universalmente nota per lo storico incontro del 26 ottobre 1860 tra Giuseppe Garibaldi e Vittorio Emanuele, evento che segn\u00f2 una svolta decisiva nella costruzione dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia con la consegna al Re d\u2019Italia del meridione liberato dall\u2019oppressione borbonica.<br \/>Sono tanti i personaggi teanesi che hanno avuto ruoli di rilievo nella storia d\u2019Italia: dal cronista Longobardo Erchemperto a Ludovico Abenavolo, uno dei tredici della disfida di Barletta; dal naturalista Stefano delle Chiaie a Carlo Laubergh, primo presidente del Governo Provvisorio della Repubblica Partenopea; da Antonello Petrucci, segretario di Stato di Ferrante d\u2019Aragona, a Nicola Gigli, Ministro del re Ferdinando II.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.7.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; animation_style=&#8221;slide&#8221; animation_direction=&#8221;bottom&#8221;]<\/p>\n<h3>Teano, natura e paesaggio.<\/h3>\n<p>Il territorio di Teano, inserito nel Parco Regionale di Roccamonfina e Foce del Garigliano, si estende su una superficie di circa 100 kmq. Nel suo vasto ambito il paesaggio cambia lentamente forme e colori, passando dalle dolci colline alla fertile pianura, dal verde intenso dei castagneti e dei faggeti alle morbide tinte dei frutteti e degli orti. Sul lato Nord, dove la campagna si arrampica verso il Vulcano spento di Roccamonfina, la primavera inonda i boschi e i sentieri degli straordinari colori dei fiori: orchidee, ginestre, ciclamini, margherite, viole, fiori selvaggi che sbocciano in uno scenario ancora incontaminato e salubre. Verso Est il territorio degrada fino alle pianure con i suoi oliveti e vigneti, mentre a sud \u00e8 tutto un susseguirsi di coltivazioni intensive di frutta e nocciole, prodotti di qualit\u00e0 che costituiscono uno degli elementi principali dell\u2019economia della Citt\u00e0. Dalla Caldera del vulcano di Roccamonfina scende il fiume Savone, citato da Orazio in una delle sue satire, il fiume che ha visto nascere e prosperare sulle proprie sponde la vita dell\u2019antico popolo italico dei Sidicini, un fiume che attraversa, con i salti delle sue tante cascate, tutto il territorio di Teano, creando un habitat di assoluta bellezza ed interesse naturalistico, il fiume che ancora conserva lungo il suo corso i resti di antiche ferriere e di mulini che un tempo erano alimentati dalla sua energia.<br \/>Il territorio di Teano \u00e8 cosparso di numerose sorgenti che offrono acqua purissima: di straordinario interesse \u00e8 la sorgente delle Caldarelle ricordata da Plinio e da Vitruvio per il suo prodigioso potere curativo. Dalle profondit\u00e0 vulcaniche sgorga una polla d\u2019acqua ferruginosa che deposita nel suo letto un fango color ruggine che veniva utilizzato, nel piccolo stabilimento termale attivo fino a qualche decennio fa, per combattere le malattie della pelle, delle ossa e dell\u2019apparato digerente.<br \/>I boschi e le campagne di Teano sono abitati da una ricca fauna: la volpe, il cinghiale, la poiana, l\u2019upupa, lo sparviero, il picchio verde, il nibbio e tanti altri animali che riempiono con le loro voci e i loro rapidi movimenti il silenzio delle colline. Di non meno interesse e bellezza \u00e8 la particolare fauna che vive intorno alle sponde tufacee del fiume Savone: martin pescatori, aironi cinerini, garzette, tarabusini, gallinelle d\u2019acqua, e tanti altri ancora. Tutto il territorio boscoso che circonda Teano \u00e8 attraversato da sentieri antichi dai nomi suggestivi, come ad esempio il Sentiero dei Giganti ed il Sentiero delle Ginestre: niente di meglio per chi ama fare facili e suggestivi Trekking nella natura guidati da accompagnatori che conoscono ogni angolo delle nostre colline e dei nostri boschi.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.7.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221;]<\/p>\n<h3>Il percorso storico archeologico<\/h3>\n<p>L\u2019itinerario prevede la visita ai siti archeologici del periodo antico. Il Teatro (II-I sec. a.C.), \u00e8 situato sulle pendici orientali dell\u2019altura denominata Villino S. Antonio, a brevissima distanza dalla zona di S. Pietro a Fuoco, identificato dagli archeologi nel Foro di Teanum Sidicinum. Il Monumento, interamente dissepolto e in fase di restauro, \u00e8 uno dei pi\u00f9 antichi con la cavea appoggiata su arcate, rifatto e ampliato poi alla fine del II sec. d.C, con una scena marmorea monumentale. Alle pendici meridionali del Villino S. Antonio, sono stati individuati i resti dell\u201d Anfiteatro ( I sec. a.C. ; rifacimenti I-II d.C.), che sembra costituire, insieme al teatro, un vero e proprio quartiere degli spettacoli.<br \/>La visita prosegue alle Mura e al Borgo Medioevale. Nel IV sec. a.C., quando fu abbandonata dalla popolazione la parte pianeggiante del territorio, l\u2019acropoli di Teano fu racchiusa da una possente cinta muraria in blocchi di tufo, visibili in Via N. Gigli. In epoca Medioevale, in seguito all\u2019ampliamento della citt\u00e0, l\u2019antica cinta murale preromana fu affiancata, lungo il versante orientale, da una seconda cinta murale.<br \/>L\u2019itinerario termina presso il Museo Archeologico di Teanum Sidicinum, ospitato nell\u2019edificio tardo gotico ( noto come Loggione o Cavallerizza), riassume il divenire storico della citt\u00e0 di Teano dal periodo preistorico, alla tarda Antichit\u00e0. La visita si svolge lungo sette sale, dove possono essere ammirati i principali reperti archeologici dei siti. Nelle prime due sale, sono esposti oggetti relativi al tema della religione e ai santuari extraurbani Sidicini, come la ricca produzione in ceramica di doni votivi. La terza sala,\u00e8 occupata dai materiali provenienti dal Santuario della localit\u00e0 Masseria Soppegna, Fondo Ruozzo. La quarta e la quinta sala, sono dedicate ai villaggi e ai corredi funerari delle diverse necropoli (tra cui Torricelle e Orto Ceraso). La sesta sala \u00e8 dedicata alla citt\u00e0 ellenistica e romana. La settima, espone i materiali provenienti dal teatro.<br \/>Di particolare valore storico, religioso ed artistico \u00e8 il Mosaico del IV sec. d. C. collocato nella penultima sala. In essa \u00e8 raffigurata, attraverso una sgargiante tessitura musiva, forse per la prima volta nel mondo cristiano, la scena dell\u2019Epifaniacon Ges\u00f9 Bambino, Maria Giuseppe e l\u2019omaggio dei Re Magi.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.7.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; animation_style=&#8221;slide&#8221; animation_direction=&#8221;bottom&#8221;]<\/p>\n<h3>Il percorso religioso<\/h3>\n<p>L\u2019itinerario inizia con la visita all\u2019originaria Cattedrale, denominata S. Paride ad Fontem (a 2 km dal centro verso la Casilina), la chiesa (riconsacrata di recente), ha uno schema tipicamente romanico. Edificata nell\u2019XI secolo su una basilica paleocristiana, \u00e8 la pi\u00f9 antica testimonianza del culto cristiano in queste zone, perch\u00e9 costruita presso la sorgente dove S. Paride, ateniese di nascita, nel IV sec. annient\u00f2 il culto idolatrico del dragone. Negli ultimi trent\u2019anni, \u00e8 stata ampiamente saccheggiata e spogliata di preziosi cimeli, attualmente sono visibili solo le strutture murarie.<br \/>Salendo verso la Citt\u00e0 si arriva nel cosiddetto Borgo Sant\u2019Antonio Abate dove si trova, proprio nel punto dove la Via Francigena attraversava l\u2019abitato di Teano, la Chiesa dedicata al culto del Santo Eremita. Costruita nel XII secolo, faceva parte di un complesso monastico con annesso ospedale in cui operavano i monaci Antoniani, particolarmente esperti nella cura dell\u2019herpes zoster, malattia nota come \u201cfuoco di Sant\u2019Antonio\u201d. Di straordinario interesse \u00e8 l\u2019abside con gli affreschi giotteschi che narrano la vita del Santo.<br \/>Proseguendo nel percorso e proseguendo lungo la cinta muraria della Citt\u00e0, si giunge nel largo antistante la porta che immetteva nel Borgo basso di Teano. Qui, nel Largo dove si apriva una delle sei porte della Citt\u00e0, si incontra la Chiesa di Santa Maria La Nova. La Chiesa trae la sua denominazione dal fatto che la Chiesa attuale, appunto \u201cnova\u201d, fu costruita in sostituzione di una antica cappellina, edificata forse nel X secolo fuori le mura medioevali, che si era rivelata insufficiente a contenere la crescente massa di devoti richiamati dalla prodigiosa immagine della Madonna della Quercia in essa venerata. Interessante \u00e8 il campanile romanico a tre piani affiancato alla Chiesa. L\u2019altare che un tempo era collocato nella Cattedrale , l\u2019ara maxima, \u00e8 stato restaurato dopo i bombardamenti dell\u2019ultima guerra ed \u00e8 stato ricollocato nella Chiesa di Santa Maria La Nova. In una Cappella laterale della Chiesa \u00e8 stato negli anni recenti portato alla luce uno straordinario affresco di ispirazione giottesca che raffigura il Cristo.<\/p>\n<p>La Cattedrale, costruita nel XI sec. e completata nel XII sec., dal Vescovo Mauro, fu distrutta dai bombardamenti del 1943, e ricostruita nel 1957 su progetto dell\u2019architetto R. Pane (che ricalca la chiesa romanica del XII sec). Nella cappella, denominata \u201cCappellone di S. Paride\u201d, sono conservate le reliquie del Santo, primo Vescovo della Diocesi, e sulle pareti, sono collocate le bellissime pale d\u2019altare del pittore Francesco De Mura. La Cripta dal 1979 ospita, per volere del Vescovo Sperandeo, il Museo Diocesano dove sono esposti preziosi frammenti dell\u2019antica Cattedrale.<br \/>Altrettanto suggestivi, sono i bellissimi rifacimenti barocchi della Chiesa di S. Francesco in Piazza Municipio. Edificata nel trecento circa, in stile gotico, in seguito all\u2019arrivo a Teano dei Frati Minori Conventuali i quali, fecero costruire anche un poderoso monastero, oggi sede del Comune. La chiesa conserva un magnifico soffitto a cassettoni dorato con cento rosoni, e un coro ligneo con decorazioni in rilievo dorate.<br \/>L\u2019itinerario prosegue lungo il Corso V. Emanuele, con la visita alla Chiesa della SS. Annunziata o Ave Maria Gratia Plena. L\u2019edificio attuale, che rappresenta l\u2019evoluzione di un precedente tempio di fine XIV sec., fu completata nel 1742 da Domenico Antonio Vaccaro, con stucchi e sculture di pregevole fattura. Quasi totalmente distrutta dai bombardamenti della II guerra mondiale, la Sala . dell\u2019Annunziata, ricostruita di recente, \u00e8 attualmente adibita a spazio espositivo.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.7.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;]<\/p>\n<h3>Il percorso dei Monasteri<\/h3>\n<p>Un primo nucleo benedettino si era insediato a Teano forse gi\u00e0 nel VI sec., e un vero e proprio complesso monastico era sorto nella prima met\u00e0 del IX sec. presso l\u2019antica via Latina (oggi Via Casilina). Altri Conventi cittadini furono i due grandi conventi femminili di Santa Maria de Intus, fondato nel IX sec.e rimaneggiato alla met\u00e0 del XVIII sec., e il monastero di Santa Maria de Foris, fondato anch\u2019esso nel IX sec., parzialmente conservato ed oggi occupato dall\u2019ospedale. L\u2019itinerario, prevede la visita al Monastero di clausura e alla Chiesa di S. Caterina. Nel Monastero, fondato nel 1554 dalla Principessa di Teano Clarice Orsini, le Monache Benedettine continuano a tenere viva una tradizione monastica femminile, dedita all\u2019adorazione e al lavoro. Edificata nel XVI sec. su di un edificio di epoca medioevale, a sua volta impostato su strutture di et\u00e0 romana, si presenta oggi nella veste barocca conferitale dagli interventi effettuati nel 1600-1700 circa. Sulle pareti, sono collocati i pregevoli dipinti di Belisario Corenzio, della sua scuola (XVI sec.) e di Francesco De Mura (XVIII sec.).<br \/>.Un tempo le Monache, gestivano anche un asilo per bambine, ed una scuola di cucito e ricamo. Oggi provvedono alla confezione delle ostie, continuano a ricamare con grande abilit\u00e0, e offrono ospitalit\u00e0 a persone desiderose di compiere un ritiro spirituale. La visita prosegue alla Chiesa di S. Benedetto con l\u2019annesso convento. Il complesso monastico, fondata nel IX sec., ospit\u00f2 la regola originale di S. Benedetto quando in esso si rifugiarono i monaci di Montecassino per sfuggire alle invasioni saracene. E fu proprio qui che, a causa di un incendio sviluppatosi nel Convento, fu perduta la Regula Monachorum scritta di pugno di San Benedetto. La chiesa, a tre navate, ciascuna terminante con un\u2019abside, fu costruita con materiali di spoglio di epoca romana. La facciata in tufo, si sviluppa su diverse altezze, e presenta nella parte centrale un portale con tracce di decorazioni dipinte. Venne restaurata dal Cardinale Perrellio, nel XVIII e ancora nel XIX sec.<br \/>L\u2019itinerario prosegue presso il Convento e la Chiesa di Santa Reparata (IX sec. circa), la cui origine \u00e8 legata ad una particolare Leggenda che parla del martirio di Reparata, una cristiana perseguitata ai tempi dell\u2019Imperatore Decio. Il monastero, fu soppresso dopo il Concilio di Trento , per la sopravvenuta proibizione di tenere monasteri femminili fuori dall\u2019abitato e le monache benedettine, furono accolte nel monastero di S. Caterina. Nel XIX sec. \u00e8 stato affidato, dal Cardinale D\u2019Avanzo Vescovo di Teano, ai Missionari Redentoristi (presenti ancora oggi). Il percorso termina presso il Convento e la Chiesa di S. Antonio, fondati nel 1427 dai Frati Minori Conventuali (figli di S. Francesco d\u2019Assisi che ancora vi risiedono), sulla collina che fronteggia Teano (1,5 km dal centro). La chiesa, ad una navata con volta a tutto sesto e decorazioni barocche, \u00e8 costruita accanto al chiostro quattrocentesco. Il chiostro \u00e8 in tufo grigio locale, ed \u00e8 nella parte inferiore, delimitato da arcate ogivali sorrette da fasci di colonne, e capitelli di fattura tardo-gotica, mentre il Refettorio (a piano terra), \u00e8 rivestito di preziose maioliche settecentesche. L\u2019area che circonda il Santuario ospita: un parco giochi, un\u2019area pic-nic e per i camperisti, con comode strutture di accoglienza per i visitatori. Il 13 giugno, nell\u2019area si celebra la festa del Santo e si tiene una fiera.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.7.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; animation_style=&#8221;slide&#8221; animation_direction=&#8221;bottom&#8221;]<\/p>\n<h3>L\u2019Incontro di Teano<\/h3>\n<p>La mattina del 26 ottobre 1860 il territorio di Teano fece da teatro allo Storico Incontro tra Vittorio Emanuele II e il Generale Giuseppe Garibaldi. L\u2019evento che segn\u00f2 un momento nodale nella storia dell\u2019Italia, ebbe luogo in una piccola radura vicino al Ponticello di San Cataldo, sul lato sinistro della Strada Provinciale Caianello-Teano. In quella fredda e umida mattina i due grandi protagonisti del Risorgimento si strinsero la mano, segnando con quel gesto la nascita dell\u2019Italia unita.<br \/>Dopo l\u2019Incontro di Borgonuovo di Teano, il Re e Garibaldi cavalcano affiancati, per circa quindici minuti, alla volta di Teano. Alle porte della Citt\u00e0, nell\u2019attuale Piazza Marconi, le strade dei due si divisero: il Re percorse l\u2019attuale Viale Italia e si diresse verso il Palazzo Caracciolo dove rest\u00f2 ospite per tre giorni. Al contrario, il Generale Garibaldi si ferm\u00f2 solo per qualche ora nel Centro di Teano. Entrato in paese, si accomod\u00f2 su una panca di legno, nella \u201cStalluccia\u201d esistente nel Largo del Muraglione. Il tempo di mangiare un paniere di fichi ed un pezzo di formaggio offertigli dalla gente, di bere un sorso d\u2019acqua, di ordinare la liberazione di due prigionieri politici rinchiusi nella prigione del Castello e, nella stessa mattinata, Garibaldi lascia Teano per portarsi prima ai suoi accampamenti di Calvi e successivamente a Napoli.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.7.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; animation_style=&#8221;slide&#8221; animation_direction=&#8221;bottom&#8221;]<\/p>\n<h3>Il Museo Garibaldino e del Risorgimento<\/h3>\n<p>In occasione delle celebrazioni del 150\u00b0 anniversario dell\u2019Incontro di Teano, \u00e8 stato inaugurato nel cortile interno del Comune un piccolo ma interessante Museo in cui sono raccolti cimeli, documenti, libri, armi, costumi, fotografie che offrono un interessante quadro della epopea garibaldina e del Risorgimento italiano. Nella prima sala sono esposti in prevalenza quadri, fotografie e stampe, tutti dell\u2019800, che raffigurano i grandi protagonisti del Risorgimento, da Garibaldi a Vittorio Emanule II, da Cavour a Mazzini. Una particolare emozione suscita nei visitatori una grande fotografia del Generale da lui stesso autografata. Tra le stampe che illustrano l\u2019Incontro di Teano, fa bella mostra di s\u00e9 una grande tavola pubblicata, nel dicembre 1860, dalla pi\u00f9 importante rivista inglese dell\u2019epoca \u2013 il \u201cLondon News\u201d \u2013 dove, insieme ad una dettagliata descrizione dell\u2019Incontro, viene raffigurata, da un illustratore al seguito della spedizione dei Mille, la scena della stretta di mano tra i due protagonisti di quella storica mattinata<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section][et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.7.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; custom_margin=&#8221;0px||0px||false|false&#8221; custom_padding=&#8221;0px||0px||false|false&#8221;][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.7.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.7.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221;][et_pb_gallery gallery_ids=&#8221;287,296,297,299,300,301,302,303&#8243; posts_number=&#8221;8&#8243; show_title_and_caption=&#8221;off&#8221; show_pagination=&#8221;off&#8221; zoom_icon_color=&#8221;#e09900&#8243; _builder_version=&#8221;4.7.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; custom_margin=&#8221;0px||0px||false|false&#8221;][\/et_pb_gallery][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; fullwidth=&#8221;on&#8221; _builder_version=&#8221;4.7.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; background_enable_image=&#8221;off&#8221; custom_margin=&#8221;||||false|false&#8221; custom_padding=&#8221;||||false|false&#8221;][et_pb_fullwidth_header title=&#8221;IL TERRITORIO&#8221; text_orientation=&#8221;center&#8221; _builder_version=&#8221;4.7.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; background_enable_color=&#8221;off&#8221; background_image=&#8221;https:\/\/iltriciclosidicino.it\/\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Teatro-romano.jpg&#8221; custom_margin=&#8221;||||false|false&#8221; custom_padding=&#8221;250px||||false|false&#8221; border_radii=&#8221;on|1px|1px|1px|1px&#8221; border_width_all=&#8221;1px&#8221;][\/et_pb_fullwidth_header][\/et_pb_section][et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.7.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221;][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.7.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.7.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.7.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; animation_style=&#8221;slide&#8221; animation_direction=&#8221;bottom&#8221;] La Citt\u00e0 di Teano affonda le proprie radici in un passato ricco di storia e cultura quale capitale del popolo dei Sidicini, le cui [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_et_pb_use_builder":"on","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.iltriciclosidicino.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/132"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.iltriciclosidicino.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.iltriciclosidicino.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iltriciclosidicino.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iltriciclosidicino.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=132"}],"version-history":[{"count":23,"href":"https:\/\/www.iltriciclosidicino.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/132\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":804,"href":"https:\/\/www.iltriciclosidicino.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/132\/revisions\/804"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.iltriciclosidicino.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=132"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}